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Corde per chitarra elettrica e acustica: quali fanno per me?

Il mondo delle corde per chitarra (e basso), a causa della sua vastità, può veramente sopraffare il musicista principiante.

Ci capita spesso in negozio che qualche cliente meno esperto abbia bisogno di montare delle corde nuove ma non sappia minimamente quale tipologia possa andare incontro alle sue necessità. E abbiamo notato che questa mancanza sia particolarmente vera per quanto riguarda la chitarra acustica.

Proviamo ad andare con ordine: per la chitarra elettrica, ormai da diversi decenni, esiste uno standard che è rappresentato dalle corde placcate al nichel (“nickel wound”). Tanto per capirci, le classicissime D’Addario XL o Ernie Ball Regular Slinky, per esempio.

Queste corde hanno di solito un suono bilanciato ma presente, adatto a una vastità di generi musicali e ormai negli ultimi decenni hanno definito il suono della chitarra elettrica. A livello costruttivo, i cantini sono in acciaio e i bassi hanno un’anima in acciaio con sezione esagonale, avvolta da un filo in acciaio placcato in nichel, appunto.

Tuttavia, non è sempre stato così e infatti alcuni produttori si rifanno (per alcuni specifici modelli, chiaramente) agli standard degli anni ’50, producendo corde che si caratterizzano per un’anima a sezione cilindrica e l’avvolgimento in puro nichel. Queste corde si distinguono per un suono più rotondo e una tensione leggermente minore, a parità di scalatura. Tra le corde in puro nichel sono molto apprezzate le DR Pure Blues, ma chi scrive ci tiene a segnalare anche le Stringjoy Broadways.

Dall’altro estremo, invece, troviamo le corde con avvolgimento in acciaio inossidabile: questa soluzione è quella con maggiore definizione e attacco nel suono ed è diffusa principalmente tra i bassisti.

Anche nel campo delle corde per chitarra acustica, il grande spartiacque è rappresentato dal tipo di avvolgimento delle anime in acciaio (i cantini rimangono in acciaio liscio e, infatti, a livello di corde singole, i ricambi sono gli stessi). In questo caso si usa il bronzo e le percentuali della lega di rame e stagno va a cambiare la tipologia di corda, creando le due principali categorie: bronzo 80/20 e bronzo fosforoso. Le prime sono la scelta più “vintage” e le distinguiamo a occhio per il colore più giallo: a livello sonoro sono più squillanti, hanno meno medie e quindi i bassi risultano più definiti e con più attacco. Le corde in bronzo fosforoso hanno invece un suono più caldo e bilanciato, sono leggermente più dure a parità di scalatura ed esteticamente si presentano con un colore ramato.

A differenza della chitarra elettrica, dove il 90% dei musicisti usa le “nickel wound”, nella chitarra acustica la divisione resta più equilibrata, con una certa preponderanza, comunque, per il bronzo fosforoso.

Ovviamente a tutti questi ragionamenti ci sarebbero da aggiungere le corde rivestite, come per esempio le celeberrime Elixir: il principio costruttivo di base non cambia, ma il rivestimento aumenta notevolmente la durata delle corde. Chiaramente, essendo una sorta di “calza” in materiale plastico, va a creare qualche differenza nella risposta sonora e nella tensione, risultando solitamente un po’ più dure.

Alla fine, ci sono poche regole e, per trovare la propria “strada” nel mondo delle corde, bisogna provare direttamente le varie marche e i vari modelli, oltre alle scalature, aspetto che oggi non abbiamo preso in esame. Speriamo, tuttavia, che questo articolo possa aver fatto un po’ di chiarezza a chi ne avesse avuto bisogno.