Descrizione
Il preset Soft Focus dello Yamaha FX500 è stato ampiamente utilizzato negli anni ’90 dalle prime band shoegaze, in particolare dagli Slowdive nell’album Souvlaki. Partendo da quel celebre preset, il Catalinbread Soft Focus è stato progettato per offrire una sorta di “pulsante shoegaze” immediato, correggendo allo stesso tempo i limiti più evidenti dell’unità originale.
Il dispositivo originale adottava infatti un approccio molto semplice e diretto: nessun controllo di mix, preamplificatore poco performante e bypass che degradava sensibilmente il segnale.
Alla base del Soft Focus c’è un riverbero a piastra fortemente modificato, con tempo regolabile, che viene successivamente suddiviso in tre percorsi di segnale.
– Il primo percorso include un chorus modulato di tipo “symphonic”
– Il secondo aggiunge un’ottava superiore miscelata al riverbero
– Il terzo lascia il riverbero completamente pulito
Il controllo Mod regola la velocità del chorus nel primo percorso, mentre il controllo Symphony gestisce il livello dell’ottava nel secondo. Tutti i controlli sono interconnessi con la timbrica del riverbero, offrendo un ampio spazio creativo per esplorare e rifinire diverse sonorità.
Il Soft Focus non è una replica perfettamente identica, ma è stato confrontato approfonditamente con un FX500 originale. La differenza principale è che nel preset Soft Focus dell’unità originale era presente anche un delay digitale a tempo fisso piuttosto generico. È stato deciso di non includere questa funzione, perché occupava memoria del preset senza offrire benefici particolarmente significativi, lasciando quindi all’utente la libertà di aggiungere il proprio delay preferito.




